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Il “Governo della Foresta”

Il principale polmone del mondo, una vitale risorsa per tutta l’umanità, è minacciato di estinzione dalle assurde “leggi” che governano l’economia liberista. Se chi cerca il proprio interesse personale, lo fa al di fuori di norme e leggi di protezione dell’interesse generale, entra in conflitto con i diritti dei lavoratori, con la natura e con gli interessi vitali della collettività.

Contro questa concezione sbagliata della libertà dell’iniziativa economica si è battuto Chico Mendes.

I suoi ideali oggi si stanno realizzando, grazie all’azione positiva dei suoi “eredi” in Acre. Nel 1999, dopo la vittoria alle elezioni, ha iniziato la propria attività il “Governo della foresta”, con l’avvio una politica di sviluppo sostenibile, capace di rendere compatibili la crescita economica con la tutela dell’ambiente e dei diritti.

La foresta è tutelata con misure che limitano le possibilità di taglio al 5%, il tasso naturale di sviluppo della foresta. Inoltre si possono tagliare solamente quelle specie che hanno una garanzia di continuità: si taglia la “madre” se sul posto vi sono almeno 1 “figlia” e 2 “nipoti” Lo chiamano “giardinaggio forestale”. Il loro legname è certificato FSC: il marchio di garanzia del rispetto delle foreste e dei diritti. Quanto si sta facendo in Acre è positivo, ma non basta a salvare la foresta.

Il primo limite è la scarsa diffusione nel resto dell’Amazzonia e nel mondo di questi sistemi di tutela della foresta. In un mercato senza regole uguali, rischiano di prevalere le pratiche peggiori. Tagliare in modo indiscriminato la foresta costa meno, a chi lo fa, di quanto costa il legname gestito in forme compatibili con l’ambiente. E’ l’imbroglio del cosiddetto mercato libero: non conteggiare i costi per la collettività, per cui vince, nella competizione libera sul mercato, non l’imprenditore più innovativo, ma quello più scorretto, che riesce a scaricare sulla collettività la maggior parte dei costi, in termini di inquinamento o di non rispetto dei diritti sociali e della salute.

Solamente diffondendo l’uso del legname certificato FSC si può difendere e diffondere le pratiche di gestione delle foreste che rispettano l’ambiente. Inoltre pesa negativamente l’arretratezza tecnica nella lavorazione del legname. Le risorse naturali utilizzabili per lo sviluppo dell’Acre sono limitate al 5% del legname. Se questo legname non viene lavorato in Acre, la maggior parte del valore economico va altrove. Aiutare l’Acre a migliorare le proprie tecniche di lavorazione del legno significa perciò aiutare l’Acre a proseguire sulla strada dello sviluppo sostenibile. Questo aiuto non necessariamente deve essere donato. Potrebbe anche essere oggetto di forme di collaborazioni economiche corrette tra imprese europee e imprese dell’Acre.